Natura

Quando natura e società vivranno nell’aula scolastica, quando le forme e gli strumenti didattici saranno subordinati alla sostanza dell’esperienza, allora sarà possibile operare questa identificazione e la cultura diventerà la parola d’ordine della democrazia.
(John Dewey, Scuola e società)

Campo tematico

Il progetto intende avviare una riflessione con i bambini sul tema della natura, intesa non in senso scientifico, come un qualcosa da studiare «al microscopio», via per altro già ampiamente percorsa nelle nostre scuole, ma adottando uno sguardo interrogante che ne restituisca la complessità, piuttosto che semplificarla. La partecipazione dei bambini è garantita dalla familiarità con i fenomeni naturali, piccoli o grandi che siano, e dall’empatia che viene mostrata, ad esempio, nei confronti del mondo animale. La natura è un tessuto di relazioni che invita il bambino a riflettere indirettamente anche sulla differenza dei principi della convivenza nello stato di natura e nello stato sociale, facendo emergere i concetti di libertà, limiti e regole.
Ogni proposta è attenta sia agli aspetti etici, sia agli aspetti estetici poiché dinanzi allo spettacolo della natura, così come a quello dell’arte, i bambini colgono spontaneamente la bellezza, l’armonia, il sublime o la sgradevolezza e il mostruoso, senza quel grado di astrazione tipico dell’età adulta.

Corsisti

Alessandra Azzolini

Edi Benatti

Alessandro Chalambalakis

Federico Marassi

Presentiamo di seguito i quattro laboratori pianificati dai corsisti che si sono confrontati con quest'area teamica.

 

OriginariaMente. Immaginiamo di ricreare il mondo

Il laboratorio, dalla durata di circa un'ora e mezza e rivolto a bambini di età compresa fra i 6 e gli 8 anni, si pone gli obiettivi di promuovere la riflessione sul tema dell’origine delle cose e del mondo; di promuovere la creatività, attraverso l’uso delle arti plastiche e delle parole; di sollecitare la sensorialità e la partecipazione a un progetto di costruzione del senso in chiave etica e cooperativa.

Innanzitutto sarà proposto ai bambini un enigma intorno agli elementi primordiali. Sarà dunque avviato un brainstorming: «Quali parole mettiamo nel pentolone del mago se immaginiamo di ricreare il mondo?». Dopodiché i bambini saranno divisi in gruppi. A questo punto i bambini dovranno estrarre delle parole dal pentolone. Sulla base di queste gli animatori terranno con loro una breve discussione, attraverso la quale daranno loro il compito: <<E adesso costruite voi il mondo…>>. I bambini realizzeranno quindi dei manufatti in argilla secondo le parole della creatività emerse. Il fare con le mani rappresenta l’occasione per l’avvio di un processo di comprensione linguistica e cognitiva da parte del bambino.

Ogni gruppo presenterà quindi il proprio manufatto. Alla presentazione dei singoli manufatti sarà affiancata una breve discussione in merito alle idee emerse sulla natura e sull'origine delle cose.

 

IstintivaMente - Mettiamo in scena gli animali

Gli obiettivi del presente laboratorio, destinato a bambini di età compresa fra i 5 e i 6 anni, assistiti dai genitori, sono:
- Invitare i bambini a riflettere sul ruolo degli animali in funzione del concetto di nicchia ecologica e sulla catena alimentare, ponendo le seguenti domande: Cos’è l’istinto per l’animale? Ci sono analogie tra l’istinto animale e quello dell’uomo? Ci sono comportamenti che si possono definire buoni o cattivi in natura?;
- Far conoscere la mimesis, o imitazione della natura, quale teoria fondamentale dell’estetica classica;
- Sensibilizzare i partecipanti in merito alle emozioni che possono scaturire durante la preparazione di una rappresentazione teatrale;
- Riconoscere i valori insiti nelle favole e arrivare al confronto tra concezione crudele della natura e concezione cooperativa della natura;
- Riflettere sulla natura intesa come tessuto di relazioni, comportamenti, interazioni, capacità, possibilità, limiti, cooperazione e incontro.
- Apprendere il “gioco simbolico” per comprendere i tempi dell’ascolto e quelli dell’agire;
- Accrescere la conoscenza del Duomo di Modena, patrimonio dell’UNESCO, tra la cittadinanza.

Nella fase successiva al brainstorming si domanderà ai bambini: «Che animale vorreste essere?», includendo non solo gli animali esistenti in natura, ma anche quelli immaginari, come l’unicorno, il drago o la fenice. A questo punto, da una scatola contenente dei giocattoli a forma di animali, precedentemente selezionati sulla base di esigenze di drammatizzazione scenica, l’educatore estrarrà a sorte il giocattolo che definirà il ruolo di ogni piccolo partecipante. A ogni bambino verrà dunque associato un animale. Illustrate le regole del gioco, si chiarirà la traccia della rappresentazione attraverso una narrazione che introdurrà il bambino alla drammatizzazione. Si stabiliranno i protagonisti, i coprotagonisti e le comparse e si prepareranno i bambini con un veloce trucco evocativo dei tratti caratteristici degli animali.

La riproduzione dei suoni della natura darà il via all’azione teatrale. I versi, le movenze e i comportamenti degli animali saranno imitati dai bambini con il gioco simbolico. All’interrompersi del sonoro, si chiederà loro di compiere uno scambio di ruoli. In questo modo, avverrà un mutamento di prospettiva che favorirà l’elaborazione critica dei bambini di fronte agli stereotipi associati al regno animale coinvolgendo direttamente la loro sfera emotiva.

Alla conclusione del laboratorio si discuterà con i bambini su cosa essi ritengono giusto o sbagliato e sull’applicabilità di criteri morali alle dinamiche della catena alimentare.

 

La natura a carte scoperte

Il laboratorio, rivolto a bambini di età compresa fra i 5 e i 7 anni ha i seguenti obiettivi: promuovere la riflessione sul tema delle avversità naturali; sensibilizzare in merito alle tematiche ambientali; accrescere la consapevolezza sul tema della responsabilità umana all’interno delle dinamiche ambientali e climatiche; promuovere il ruolo della ragione, del lavoro e della cooperazione orientato a un utilizzo sostenibile dell’ambiente; sensibilizzare gli animi riguardo le problematiche ambientali; favorire l’elaborazione, da parte dei bambini, dei recenti avvenimenti che hanno colpito il territorio di Modena, quali il terremoto del 2012 e l’alluvione del 2014; alimentare il dibattito alla luce di un approccio filosofico guidato e volto a favorire le spiegazioni dei bambini riguardo i fenomeni naturali, prendendo in considerazione le possibili alternative che emergeranno.

La natura a carte scoperte consiste nella conduzione di un gioco di gruppo che  ̶  come una sorta di ”memory” a carte scoperte  ̶  preveda non coppie identiche da scoprire su base mnemonica, ma immagini di coppie oppositive che provano a rispondere alla domanda iniziale:
Perché accadono certe cose? Sarà una fatalità? C’è forse una responsabilità in tutto questo? Cosa possiamo fare per evitarlo?
Le coppie di carte sono da intendersi non in senso meramente logico, ma in relazione all’ambiente e alle problematiche ad esso correlate.

Il laboratorio non intende fornire, tramite tali coppie oppositive, una visione semplificata, riduttiva o ingenua dei problemi ambientali, ma intende avviare una discussione e una sensibilizzazione in merito al tema della responsabilità rispetto alle conseguenze dell’impatto umano sull’ambiente. L’attività non vuole, infatti, minimamente proporsi come esaustiva, bensì offrire un primo avvio di proposta tematica al fine di promuovere l’argomento, la riflessione e dare avvio a una discussione, lasciando emergere durante o dopo il gioco le opinioni, le argomentazioni e l’agency dei bambini.

 

Piccolo come un granello di sabbia, grande come una montagna

Il laboratorio intende promuovere la riflessione in merito al rapporto tra micro e macro in natura, da 
intendere anche in riferimento alla società, dove co-esistono il singolo (persona) e il gruppo (relazioni). 
Si cercherà inoltre di riflettere sul ruolo della tecnica, intesa come techne greca, nonché delle arti,
del lavoro e della cooperazione in tali processi.
Inoltre il laboratorio stimolerà nei bambini il confronto tra perfezione ed imperfezione dell’oggetto e porterà
a successivi stimoli creativi ispirati dalla forma.

Il laboratorio, a cui potranno partecipare bambini di età compresa fra i 7 e i 10 anni sarà suddiviso in cinque fasi.
Prima fase: accoglienza dei bambini, indicazione delle modalità del gioco proposta di scelta dei sassi che sono
sparsi su di un tappeto, la scelta avviene prima con una descrizione del singolo sasso osservato dai bordi del 
recinto che delimita l’area di ritrovamento, in seguito alla descrizione visiva, il conduttore permetterà il prelievo 
dello stesso, e consegnerà una tessera da puzzle in cartoncino bianco al bambino che in autonomia dal gruppo farà 
un’analisi materica del sasso scelto.
La seconda fase prevede che i due animatori assistano i bambini che interagiscono con il sasso approfondendo
il concetto, già espresso da Eraclito, riguardo “nulla viene dal nulla” e per questo approfondendo le caratteristiche,
le faglie, i colori insomma la storia del sasso che da piccola cosa tra le tante, diventa ora protagonista di un’esperienza.
La terza fase prevede di riportare sulla “terramara - collina delle idee” (un cartellone) i termini ed anche il nome che
il bimbo avrà assegnato al proprio reperto.
La quarta fase vedrà il conduttore e gli animatori impegnati nel fissare con la colla a caldo il sasso sulla tessera da mosaico assegnata; con matite e pastelli si amplificheranno, mediante tratti che rispecchiano i contorni, le linee di rottura o di concrezione,
le caratteristiche specifiche del sasso.
La quinta fase infine prevede di unire le tessere in un gioco basato sulla mediazione, l’accordo tra i partecipanti, la ricerca
estetica e di genere, con un risultato che, in base al tempo rimasto, può prevedere anche più versioni, con foto finale
dell’artista con la propria opera e invio tramite e-mail alla famiglia o condivisione bluetooth tramite cellulare.

 

Bibliografia di riferimento

Bellei M., Sassi animati, Milano, Fatatrac,  2013.
Galanti M.A., In rapido volo con morbida voce. L’immaginazione come ponte, Pisa, ETS, 2008
Isidori M.V., Vaccarelli A., Pedagogia dell’emergenza, didattica nell’emergenza. I processi formativi nelle situazioni di criticità individuali e collettive, Franco Angeli, Milano, 2013
Lionni L., Sulla spiaggia ci sono molti sassi, Milano, Emme, 1975
Mari I., Mangia che ti mangio, Milano, Babalibri, 2010
Munari B., Da lontano era un’isola, Milano, Mondadori, 1971
Munari B., Il prestigiatore verde, Mantova, Corraini, 2003
Morin E., Il pensiero ecologico, ‪trad. it., Firenze, Hopeful Monster, 1988
Tatarkiewicz W., Storia di sei idee, trad. it., Palermo, Aesthetica, 2001
Vaugelade A., Una zuppa di sasso, trad. it., Roma, Babalibri, 2012