Io

La prima verità è, sì, ‘io penso’ ma a condizione che
s’intenda con ciò ‘io sono a me stesso’
essendo nel mondo.
(M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione)

Campo tematico

Il progetto Io è stato sviluppato per proporre riflessioni sul soggetto, inteso come principio determinante la capacità di conoscenza e azione, come possibilità di iniziativa nel mondo. Il tema del soggetto è stato preponderante fin dalla riflessione filosofica antica. La questione della conoscenza di sé, fin dal precetto delfico del «conosci te stesso», apre indubbiamente al tema morale della responsabilità, della temperanza, della finitezza e della limitatezza che ogni essere umano deve riconoscere allo scopo di non cadere nella sofferenza e nell’errore verso se stesso, gli altri o il mondo che lo circonda.

La riflessione su di sé, sulla propria persona e sulla percezione che ne hanno gli altri, così come la riflessione sui propri limiti e sulle proprie qualità, mira a rafforzare la consapevolezza rispetto alla propria identità nel mondo, l’attitudine all’ascolto, alla considerazione critica da parte dell’altro e a incentivare la pratica dialogica.

 

Corsisti

Giorgio Borghi

Samantha Buldrini

Serena Gandolfi

Giampiero Monetti

I corsisti che hanno curato la progettazione degli incontri laboratoriali legati a questa tematica hanno dato forma a quattro laboratori.

 

Il mio Totem

Il laboratorio propone a bambini dai 5 agli 8 anni un percorso di autoconoscenza in cui, riflettendo sulle qualità che li rendono unici, accrescono la consapevolezza di sé nella costruzione dell’identità, sia attraverso la propria soggettività, sia attraverso quella altrui.

Il coinvolgimento dei bambini nell’attività è favorito dalla modalità manipolativa e dal ricorso a immagini del mondo naturale che, antropomorfizzato come nelle favole, funge da metafora delle qualità umane. Il laboratorio ha una durata di un’ora e mezza, è pensato per due educatori e si presta a essere svolto in una sala di lettura spaziosa o in un’aula scolastica.

I partecipanti vengono suddivisi in coppie la cui conoscenza reciproca è importante per l’efficacia dello stesso laboratorio. Ai bambini sarà presentato un totem di cartone, al quale si attribuirà una relazione speciale con singoli individui o con interi gruppi sociali.

Dopo una breve introduzione sulla funzione e sul significato del totem e su come esso identifichi le caratteristiche di un individuo o di un gruppo, si invitano i bambini di ogni coppia a scegliere, tra quelle messe a disposizione, quattro immagini naturalistiche nelle cui caratteristiche più riconoscono se stessi e più si sentono riconosciuti dagli altri. Le scelte sono incoraggiate da domande quali: «Se tu fossi un animale, quale animale saresti?»; «Se tu fossi una pianta, quale pianta saresti?»; «Se per il compagno di coppia fossi una pianta o un animale, che pianta o che animale saresti?»; «Se per i tuoi genitori fossi un animale, quale animale saresti?».

I bambini saranno poi invitati a presentare i propri alter ego naturalistici e saranno coinvolti in una discussione sulle caratteristiche e sui significati emersi dalle identificazioni delle proprie qualità.

 

C’ero una volta

Il laboratorio è rivolto a bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Si propone di intraprendere un’esperienza di autoconoscenza attraverso la libera espressione creativa nella forma di drammatizzazione ludica.
L’espressione di sé attraverso forme indirette e inusuali, come la libera e giocosa drammatizzazione, stimola nel bambino l’insorgere della consapevolezza della propria capacità creativa e permette al bambino la scoperta della propria identità. Stimolare l’attenzione verso queste problematiche è importante per lo sviluppo di individui autonomi e responsabili, dalla mentalità aperta e critica.
A conclusione dell’attività rivolta ai bambini, saranno coinvolti anche i genitori.

Innanzitutto i bambini partecipanti saranno introdotti in un'ampia stanza, nella quale saranno liberi di curiosare tra i numerosi oggetti di uso quotidiano sparsi in giro. Gli animatori raduneranno poi i bambini e inviteranno ognuno di loro a scegliere, tra quelli presenti nella stanza, l’oggetto che più gli piace. Gli animatori proporranno dunque ai bambini di presentarsi impersonificandosi nell'oggetto nel quale si riconoscono.

Concluso il giro di presentazioni, gli animatori daranno avvio alla libera improvvisazione sui personaggi appena introdotti attraverso il gioco del “Facciamo che…”, con la precauzione di introdurre un personaggio che possa dare una scansione temporale e una cornice al gioco e possa portare ad una conclusione non forzata.
Questa libera improvvisazione drammatica dei bambini, verrà filmata e consegnata ai genitori come materiale di documentazione.

 

Se mi cerco trovo un tesoro

Il laboratorio “Se mi cerco trovo un tesoro” propone ai partecipanti di intraprendere un’esperienza di autoconoscenza presentando, in forma ludica , la metafora del labirinto come percorso esistenziale che forma la nostra identità e che ci arricchisce come individui, se si fa “tesoro” dell’esperienza che essa offre. È rivolto a un gruppo di 15-20 bambini di età compresa fra i 6 e i 10 anni.

Il labirinto, mediante il quale si svolge l’attività, sarà costituito dai bambini partecipanti, che disposti su 4 file e tenendosi per mano, formeranno 3 corridoi.
Ad un segnale prestabilito dato ad intervalli di tempo casuali (o scanditi da strofe di una filastrocca conosciuta dai bimbi) ognuno dovrà lasciare le mani dei vicini, girarsi di fianco e stringere le mani dei nuovi vicini così da creare nuovi corridoi.
Il semplice ed immediato cambio di posizione creerà il labirinto col quale, a turno, ogni bambino dovrà confrontarsi per raggiungere un baule posto al centro del labirinto stesso e nel quale troverà uno specchietto tascabile recante la scritta “io sono il mio tesoro”.
All’ingresso del “labirinto umano“ i bambini hanno con sé un nastro colorato che srotolandosi lascerà traccia di ogni percorso individuale. Questo percorso sarà riportato dagli animatori su dei fogli e consegnato ai bambini durante la riflessione che seguirà alla prima parte dell’attività. Da questa traccia del percorso che li ha portati alla costituzione della propria identità, i bambini potranno sviluppare un proprio ritratto (servendosi di uno specchietto) o un disegno a piacere. I bambini potranno portare a casa lo specchietto, mentre i disegni verranno successivamente esposti in biblioteca insieme ad una descrizione del progetto.

 

Se le pietre potessero parlare ...

Il laboratorio, rivolto a un gruppo di 10-12 bambini dai 6 agli 8 anni, presenta la possibilità di un cambio di prospettiva, di punto di vista, come strumento di crescita e di ampliamento della consapevolezza di sé e della conoscenza del mondo, attraverso un percorso di straniamento e d’immedesimazione in oggetti quotidiani.

Questa esperienza, che rivaluta oggetti quotidiani considerati banali e insignificanti restituendo loro nuova dignità e importanza, oltre a offrire un transfert per rafforzare l’autostima e l’autonomia dei bambini, stimola la riflessione sul consumismo, sulla poca cura che si ha degli oggetti e la breve vita che questi tendono ad avere nella nostra società.

Il laboratorio durerà circa un'ora e mezza. Innanzitutto i bambini si presenteranno e familiarizzeranno con il gruppo attraverso una rivisitazione del “gioco del martello” che li introdurrà nell’ambito delle piccole cose, evidenziando in modo fantasioso le molteplici e insospettate potenzialità che si celano sotto aspetti per loro talmente ovvi da passare inosservati. Dopodiché un animatore leggerà ai bambini “La favola di Federa Federica”, appositamente scritta per stimolarli alla descrizione della vita di oggetti quotidiani dal punto di vista non antropocentrico degli oggetti stessi. Questa attività sarà svolta, a turno, dai bambini, ma col contributo di tutto il gruppo e lasciando di volta in volta lo spazio per commentare le storie inventate. Il laboratorio si concluderà con la personalizzazione, da parte di ogni bambino di una federa, che verrà decorata con le storie delle piccole cose incontrate durante l’attività, in forma di illustrazioni o anche di poesie e filastrocche. I bambini potranno poi portare con sé la federa, assieme a una copia della “Favola di Federa Federica”.

 

Bibliografia di riferimento

AA.VV., Piccole ragioni. Filosofia con i bambini, Modena, Franco Cosimo Panini, 2012
AA.VV., Fiabe degli indiani d’America, Firenze, Giunti, 2013
Benni S., La compagnia dei celestini, Milano, Feltrinelli, 1994
Dewey J., Esperienza e natura, trad. it., Milano, Mursia, 1990
Esopo, Favole, trad. it., Milano, Feltrinelli, 2009
Givone S., Favola delle cose ultime, Torino, Einaudi, 1998
Heidegger M., Essere e tempo, trad. it., Milano, Longanesi, 2005
Husserl E., Meditazioni cartesiane, trad. it., Roma, Armando, 1999
Kierkegaard S., La malattia per la morte, trad. it., Roma, Donzelli, 1999
Kipling R., Storie proprio così, trad. it., Milano, Adelphi, 2011
Passatore F., Io ero l’albero (tu il cavallo), Firenze, Guaraldi, 1974
Rodari G., Chi sono io? I primi giochi di fantasia, Roma, Editori Riuniti, 1987
Rodari G., La grammatica della fantasia: introduzione all’arte di inventare storie,Torino, Einaudi, 2010
Scheler M., Il formalismo nell’etica e l’etica materiale dei valori, trad. it., Milano, Bompiani, 2013